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Lunga vita al biotech italiano

14October

Lunga vita al biotech italiano

Le aziende italiane continuano a crescere nonostante la crisi. Tanto che il nostro Paese è al terzo posto in Europa per imprese che si dedicano alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni biotecnologiche. Sono quasi sempre aziende di piccole e medie dimensioni (in tutto 384, di cui 225 considerate biotech pure) che nel 2014 hanno fatturato complessivamente 7,7 miliardi di euro. E che rispetto all’anno precedente hanno ottenuto il segno più anche nell’entità degli investimenti e nel numero di addetti impiegati in ricerca e sviluppo. «Il trend del biotech italiano è positivo e anticiclico: in tempi di crisi teniamo, anzi miglioriamo» spiega Alessandro Sidoli, presidente Assobiotec, che riunisce le aziende del settore.

Il 2014 è stato un anno da record specie per le aziende italiane che si occupano di biotecnologie per la salute, le cosiddette “biotech rosse”. Siamo arrivati primi al traguardo della registrazione di un farmaco a base di cellule staminali grazie al lavoro di ricerca dell’Università di Modena e Reggio Emilia e al potenziale di sviluppo di un’azienda farmaceutica italiana, la Chiesi: dal loro incontro è nato lo spin off Holostem. Il cui primo prodotto è Holoclar, terapia per la ricostruzione della cornea nei pazienti con gravi ustioni: è l’unico farmaco di terapia avanzata a base di cellule staminali autologhe ad aver ottenuto l’approvazione degli enti regolatori.

La buona salute si vede anche negli oltre 150 progetti di ricerca che le biotech per la salute stanno portando avanti. Fra questi Erydel, azienda nata dalla ricerca svolta all’Università di Urbino a cui si è unita l’esperienza di un innovatore come Luca Benatti. Il quale si è lasciato affascinare dai globuli rossi e dalla possibilità di veicolare farmaci attraverso queste cellule. «Entro la fine dell’anno partirà uno studio per dimostrare l’efficacia della nostra terapia contro l’ataxia telangiectasia, una malattia genetica rara che porta alla paralisi e a deficit neurologici», spiega.

L’azienda ha annunciato di aver raggiunto 29,5 milioni di euro di finanziamento: «Se il progetto è ben costruito e in fase matura non si fatica a raccogliere l’interesse degli investitori, sia i Italia sia all’estero», dice Benatti.

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Posted on 14 Oct 2015