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Il biomedicale israeliano sbarca in Italia a fine 2016

13November

Il biomedicale israeliano sbarca in Italia a fine 2016

Per la prima volta un fondo italiano investe in una start-up che punta sull’Italia. Innogest Sgr, società italiana di Venture Capital, ha investito 1,1 milioni di dollari in Pi-Cardia, startup israeliana che sviluppa un dispositivo cardiovascolare innovativo per il trattamento non chirurgico della stenosi aortica. Unovirgolauno milioni non è una cifra da prima pagina.

Siamo nell’ambito di un classico early stage. Più precisamente si tratta del primo investimento della sgr torinese, dopo la chiusura  finale di Innogest Capital II annunciata a settembre scorso. Nell’operazione Innogest ha agito come lead investor in un round complessivo da 4 milioni di dollari a cui hanno partecipato investitori israeliani e cinesi accanto al pool formato da Innogest e Imi fondi chiusi.

La notizia è che la start-up israeliana viene in Italia per investire. L’operazione, guidata da Claudio Rumazza, partner di Innogest, servirà a sostenere l’azienda con l’obiettivo di conseguire il marchio CE per il prodotto Leaflex di Pi-Cardia, ottenendo l’autorizzazione alla commercializzazione in Europa, nonché lanciare un primo studio clinico pilota negli Stati Uniti. Per gestire il processo descritto la società israeliana intende aprire un centro di ricerca in Italia attraverso il quale coordinerà gli studi clinici in Europa, le attività regolatorie e di business development in Europa. «Israele ha bisogno di una base in Europa – spiega Rumazza -. In primo luogo perché è vicina in termini geografici

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Posted on 13 Nov 2015